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CATANIA HOST

Catania un anno dopo: governance e gestione delle complessità

Il Lions Club Catania Host ha aperto il suo anno sociale organizzando e promuovendo il meeting: “Catania un anno dopo. Governance e gestione delle complessità"

Nel rispetto del motto dei Lions “We Serve” e in considerazione che una delle peculiari caratteristiche della nostra Associazione è la presenza sul territorio al fine di attuare in modo concreto ed incisivo il ruolo sussidiario del Club nella realtà locale, il Lions Club Catania Host , lo scorso 21 ottobre 2019, ha ritenuto di dare inizio all’anno sociale 2019 – 2020 con un meeting che verteva sulle criticità che vive la città di Catania a seguito del noto dissesto finanziario dell’ente locale, meeting appunto di informazione e sensibilizzazione dal tema di sicuro interesse e costante attualità: “CATANIA UN ANNO DOPO . Governance e gestione delle complessità”.

Erano presenti illustri Autorità Lionistiche e Civili, i Soci del Club, oltre a numerosi altri Officers Distrettuali e di Clubs e Delegati e Componenti di Comitati Distrettuali relativi ai vari Services dell’anno in corso.

Dopo il cerimoniale di rito, ha preso la parola la Presidente Francesca Toscano, che così ha detto:

“La connessione tra i due meeting “Catania città normale” –  promosso ed organizzato dal Club l’anno scorso –  e “Catania un anno dopo” – il meeting odierno –  è finalizzata ad attuare in modo concreto ed incisivo il ruolo sussidiario del Club nella realtà locale; ruolo sussidiario che è volto non soltanto all’analisi e alla proposta dei grandi temi sociali, ma soprattutto al controllo sistematico delle attività politiche ed amministrative dei nostri rappresentanti presso le Istituzioni, anche con l’organizzazione di incontri rivolti ai vertici delle stesse ed ai cittadini qualificati ed impegnati per il bene comune. 

 “In particolare, organizzando questo incontro, al quale si è voluto dare appunto il titolo “Catania un anno dopo”, ci si propone di riprendere la tematica sull’argomento, già affrontata nel precedente anno sociale, esattamente un anno addietro. 

Le persistenti criticità che affliggono la città di Catania, nonché la dichiarazione di insolvenza intervenuta nell’ultimo anno, inducono ad esaminare, con attenzione, i risultati finora conseguiti ed i progetti e i programmi da sviluppare per il futuro.”

Si è trattato quindi di una fotografia “un anno dopo”, di una testimonianza trasparente ed obiettiva che identifica in modo chiaro la realtà in cui viviamo, di un momento di analisi finalizzato a mettere in luce il lavoro svolto dalle istituzioni cittadine in questo percorso difficile di risanamento. 

Ad affrontare l’interessante ed attualissimo tema, in tutte le complesse sfaccettature che esso presenta, sono stati invitati eminenti esponenti del mondo politico cittadino, della società civile, dell’economia e del giornalismo, affinché potessero fornire i loro qualificati contributi in chiave non solo tecnica ma soprattutto di concreta fattività: “contributi - ha aggiunto la Presidente – finalizzati a far sì che la nostra città, pur nell’attuale difficile congiuntura economica che l’attanaglia, possa risollevarsi e riprendere quel posto che le spetta nel panorama nazionale, rinverdendo i fasti di un passato ormai lontano”. 

In tale prospettiva, il Club ha invitato il Sindaco, on. dott. Salvo Pogliese, il Prof. Maurizio Caserta, Ordinario di Economia Politica UNICT e il Prof. Roberto Cellini, Ordinario di Economia Politica UNICT e Direttore del Dipartimento di Economia e Finanza UNICT; a moderare il dibattito è stato chiamato il giornalista dott. Carlo Lo Re.

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Dopo il saluto e la presentazione del tema da parte della Presidente Toscano, ha preso la parola il Sindaco, on. Salvo Pogliese, il quale, nel tracciare il bilancio consuntivo di questo primo anno di lavoro, ha illustrato “il percorso stretto ed impervio che l’Amministrazione sta affrontando per salvare Catania dai tanti mali che l’affliggono e dal dissesto finanziario decretato dai magistrati contabili nel maggio del 2018”.

In sintesi, in un lungo ed accalorato intervento, molto seguito dall’attento e qualificato uditorio, ha elencato le fasi salienti del percorso di risanamento intrapreso dalla sua Giunta: dalle partecipate alla semplificazione amministrativa, dalla riorganizzazione degli uffici alla riduzione delle posizioni organizzative, non mancando di sottolineare i già lusinghieri risultati raggiunti con l’adozione del nuovo regolamento per la tassa di soggiorno, con la rimodulazione di alcune tariffe, con la sponsorizzazione della città sui principali siti internazionali di promozione turistica e con l’approvazione, in Giunta, delle direttive per il nuovo piano regolatore insieme alla rimodulazione delle società partecipate. 

Altri importanti risultati, ha continuato Pogliese, sono rappresentati dalla stabilizzazione di circa 50 dipendenti precari che, in presenza di una crisi finanziaria dalle dimensioni a tutti note, assume un valore doppio; dalla riscrittura del capitolato di gara per la raccolta rifiuti superando una impasse che durava da quattro anni; dalla  promozione di nuovi servizi digitali per i cittadini, associati a una seria lotta all’evasione tributaria; dalla riconferma di  finanziamenti che sembravano perduti, come quelli per installare 237 telecamere in città. Insieme alle forze dell’ordine, con il coordinamento del prefetto e del questore - ha continuato il Sindaco - abbiamo iniziato una azione di contrasto contro la diffusa illegalità, unitamente all’essenziale lavoro di contrasto alla criminalità organizzata.

Ha concluso il suo intervento con la certezza che Catania potrà rialzarsi, affermando: “possiamo e dobbiamo farlo per i bambini delle nostre periferie, che cercano la speranza di un futuro possibile nella nostra Catania. Ne ho incontrati centinaia, nelle tante scuole che ho visitato in questo scorcio di legislatura. Vogliono avere la conferma e la speranza che qualcuno lotti per loro. Noi lo abbiamo fatto, lo stiamo facendo, continueremo a farlo e adesso possiamo guardare con fiducia al futuro”.

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All’intervento del Sindaco ha fatto seguito quello del Prof. Caserta il quale, dopo una breve premessa sulle cause che hanno generato la “voragine del debito cittadino”, ha affrontato il tema del risanamento, offrendo interessanti spunti di riflessione sulle metodologie da adottare e suggerendo comportamenti da evitare per il futuro, quali ad esempio, la deprecabile prassi spesso adottata da alcune Amministrazioni che “nascondono una parte dei debiti, cercano di convincere i creditori di essere ancora affidabili, chiedono altro credito, promettono di tenere comportamenti virtuosi: ma la crisi a quel punto è ormai inevitabile”. 

In conclusione il Prof. Caserta non ha mancato di sottolineare gli spunti positivi offerti dalla relazione del Sindaco, apprezzando, in qualità di docente di Economia Politica, le scelte di strategia economica volte al risanamento, adottate dall’Amministrazione in questo primo scorcio di sindacatura. 

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Nel corso dell’intervento successivo, l’uditorio ha avuto modo di apprezzare alcuni dati forniti dal Prof. Roberto Cellini. 

“Il ricorso alla procedura di riequilibrio pluriennale (nel periodo 2012-2017) – ha detto l’economista – ha interessato in misura assolutamente preponderante i Comuni del Meridione d’Italia, ed in particolare di Sicilia e Calabria.

“Dall’anno 2000 in poi – ha proseguito il Prof. Cellini – il sistema finanziario degli enti locali è stato interessato da due grandi interventi normativi: il federalismo fiscale e la spending review. 

La combinazione di questi due elementi ha affossato in particolare i Comuni meridionali. 

È evidente che ove il reddito medio pro capite sia basso o vicino ai livelli di povertà, l’Ente locale, non potendo riscuotere per intero le tasse sperate, incasserà di meno rispetto a quanto accadeva col sistema precedente; e questo, purtroppo, sarà così anche dopo la procedura di dissesto essendo la capacità di spesa collegata alla capacità di riscossione delle entrate. Il secondo elemento negativo che ha compresso la capacità degli Enti locali meridionali è stata la c.d. spending review che ha ulteriormente ridotto i trasferimenti erariali già ridotti in virtù del federalismo fiscale: i risparmi di spesa ottenuti da tale azione sono stati realizzati in gran parte con tagli ai Comuni, che sono stati particolarmente penalizzati rispetto alle altre articolazioni statali. 

E ciò a fronte di un incremento dei compiti via via assegnati agli Enti Locali, unico e vero front-office dello Stato”.

Il Prof. Cellini ha concluso il suo intervento rivolgendo un apprezzamento all’azione condotta dall’Amministrazione Pogliese, confidando che la stessa possa proseguire sulla difficile via intrapresa.

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I suddetti interventi sono stati intercalati dalle riflessioni del giornalista moderatore dott. Lo Re, il quale non ha mancato di sottolineare gli interessanti spunti offerti dagli illustri relatori.

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Prima degli interventi conclusivi delle Autorità Lionistiche presenti al tavolo della presidenza, hanno preso la parola il P.D.G. Dott. Antonio Pogliese e il P.D.G. Avv. Lucio Vacirca, i quali, tra l’altro, hanno rivolto parole di vivo compiacimento alla Presidente per la scelta del tema trattato nel corso della serata.

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Il P.C.C. Avv. Salvatore Giacona si è associato agli apprezzamenti già rivolti alla Presidente ed a tutto il Club Catania Host, “artefice e protagonista, da sempre, di iniziative di altissimo livello”.

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Le conclusioni sono state affidate al Governatore del Distretto 108 YB Sicilia, Dott. Angelo Collura, che non ha mancato di sottolineare come noi Lions non possiamo e non dobbiamo confrontarci con noi stessi, ma dobbiamo farlo con chi può recepire le nostre proposte e le istanze, e cioè con chi amministra il territorio: i Politici e le Istituzioni. 

“E questo interessante incontro – ha proseguito – recepisce in pieno questa linea di condotta. Sicuramente quello che stiamo vivendo è un momento di svolta epocale e che la dice lunga sul ruolo del lionismo nel territorio. 

Siamo passati da un Lionismo di beneficenza ad un Lionismo di solidarietà che sta assumendo sempre più un ruolo di sussidiarietà, ovvero un Lionismo di partecipazione attiva al benessere sociale e civile della collettività. 

E’ un Lionismo fatto di concretezza, operosità, collaborazione e soprattutto di concertazione. 

Questo è il Lionismo che vogliamo! 

Da soli possiamo fare poco, insieme possiamo fare tanto. 

Vogliamo dare alla Comunità una forza, una marcia in più. 

Bisogna avere il coraggio delle proprie azioni, perché chi non ha coraggio non vive mai. E chi non ha coraggio non può essere un Lion. 

E’ nel nome “Lion”, che dobbiamo, con coraggio, manifestare le nostre idee; siamo dei leoni e dobbiamo, quindi, essere concretamente dei leoni nel territorio. 

Nella lunga storia del genere umano hanno prevalso sempre coloro che hanno imparato a collaborare; quindi noi lions dobbiamo fare nostri i valori della fratellanza, dell’amicizia e della condivisione; dobbiamo essere propositivi; dobbiamo portare con noi i valori del coraggio, della vitalità, della fedeltà che significa lealtà ai principi ed ai doveri. 

In ciascuno di voi c’è un professionista, un titolare di azienda, un dirigente scolastico, un direttore sanitario e così via. 

Ecco il bello del Lionismo, siamo e rappresentiamo un’Associazione libera che può e deve incidere sulla crescita della collettività in cui viviamo”.

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