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TRAPANI

Erice, Città di Pace e per la Scienza e il Lion Club Trapani, una amicizia che dura nel tempo

Appena s"entra in Erice1, lo scorrere del tempo sembra fermarsi

Appena s’entra in Erice1, lo scorrere del tempo sembra fermarsi. Il silenzio è protagonista indiscusso di uno spazio incontaminato a cui si accede su un selciato a riquadri nel quale l’acciottolato si dispone come in un elegante mosaico e dove scorrono eleganti case dai balconi fioriti interrotte da strade strettissime, le “vanelle”, un tempo segrete vie di fuga o di attacco per gli invasori.

In molte delle case si aprono i cortili di architettura araba, spazi comuni all’aperto di più nuclei familiari che, ancor oggi, ne proteggono la riservatezza, lontano dagli occhi curiosi dei passanti. Una “pila”, lavatoio in pietra utilizzato per pulire gli indumenti, un pozzo di acqua piovana e una scala in pietra da dove si accede agli appartamenti posti al primo piano rappresentano elementi comuni di questo intimo e discreto spazio. Dall’alto del Monte che si erge fino ai 751m sopra il livello del mare, si osserva un paesaggio e un panorama unico che guarda la costa sottostante che si dipana da una parte dal golfo di Trapani dalla particolare forma a falce fino a monte Cofano, dietro il quale si intravede la punta di S. Vito lo Capo. Dall'altra parte il porto di Trapani e le sue saline, le isole Egadi, l’isola di Mozia e in fondo, in giornate di particolare visibilità, è possibile scorgere Capo Bon, dando all'osservatore una straordinaria sensazione di ideale congiungimento con la costa africana.

Da questo meraviglioso osservatorio si aprono gli antichi sentieri pedonali, oggi riqualificati e ripercorribili che anticamente collegavano le contrade disseminate nel territorio dell’antica Monte san Giuliano con il Monte, sede amministrativa del vasto comprensorio.In questa fantastica cornice dove il bello la fa da protagonista, il Lions Club di Trapani ha posto, nel tempo, solide basi di condivisione e di sussidiarietà con le Amministrazioni Comunali nel perseguire obiettivi comuni volti ad una migliore e consapevole fruizione culturale e turistica dei luoghi e degli spazi.

Già, a partire dal 2016, con la riapertura degli antichi sentieri pedonali, il Club di Trapani ha prodotto, di concerto con l’A.C., uno studio su queste antiche vie di accesso al Monte che erano disseminate, da dicembre ad aprile di orchidee2 che crescevano spontanee lungo i percorsi.Dunque con i Lions di Trapani nascono i “Sentieri delle Orchidee” e in occasione della cerimonia di inaugurazione lungo il percorso denominato delle “Tre chiese”3 tenutasi il 29/08/2016 si è voluto sottolineare come tale proposta, fortemente legata alla valorizzazione del paesaggio e alla sua bellezza, contribuisse allo sviluppo delle attività culturali e turistiche di questo territorio divenendo ulteriore attrattore verso quella parte di visitatori che puntano a tutte quelle attività legate al trekking.

L’anno successivo il Lions Club di Trapani ha voluto dare continuità al progetto intrapreso che tra l’altro rientra tra le finalità istituzionali del Lions Club International e cioè quello di “promuovere la salvaguardia ambientale e la valorizzazione delle risorse” collegate.Dunque un nuovo intervento con le stesse modalità dell’anno precedente con l’apposizione di altri pannelli che sono stati collocati lungo il percorso denominato “Sentiero di S. Anna”, un sentiero che parte dalle falde di Trapani e giunge fino alla Vetta. Anche in questo caso i pannelli contenevano testi e foto, il simbolo del Qrcode con testi in Italiano, Inglese e Francese il cui link è stato poi inserito nel sito del Comune di Erice e l’apposizione dei loghi del Comune di Erice, del Lions e del CAI.

Ma il Club di Trapani, visto l’apprezzamento generato da un intervento che veramente consente oggi al visitatore di conoscere e apprezzare maggiormente i luoghi che percorre osservando uno straordinario paesaggio ancora incontaminato, ha voluto ulteriormente contribuire, anche nel 2018, all’interno della costituenda Sezione Etnoantropogica del Polo Museale “A. Cordici” di Erice, attraverso la realizzazione di pannelli e didascalie esplicative dei reperti in mostra dove sono stati apposti i simboli lionistici.Erice e il Lions Club di Trapani, un connubio indissolubile, un percorso di condivisione nel “fare” per la comunità, una amicizia che prosegue. 

1 Di antichissime origini, Erice sembra essere stata fondata dagli Elimi, un popolo proveniente probabilmente dalla Grecia e stanziatosi nella Sicilia occidentale intorno all'VIII sec. a.C. Centro religioso di fondamentale interesse per la presenza del sacro thémenos, santuario pagano dedicato a Venere, dea dell'amore, assunse nel tempo diverse denominazioni: Erix, Iruka, Gabel-el-Hamid, Monte San Giuliano ed Erice divenendo per l’importanza strategica meta e obiettivo di conquista di altri popoli a partire dai Cartaginesi che ne rafforzarono l’imponente cinta muraria databile tra l’VIII e il VI sec. a.C. e resero la città praticamente inespugnabile. Dotata da Federico II di Svevia con un privilegio del 1241 di un vastissimo territorio che abbracciava gli attuali comuni di Buseto, Valderice, San Vito lo Capo e Custonaci, per la fedeltà alla corona regia venne appellata Excelsa et Fedelissima Civitas.

2 La bellezza dell’orchidea è nota sin da tempi molto lontani e ha alimentato miti e leggende e lo stesso nome rimanda agli antichi Greci: il corpo senza vita del bellissimo Orchis, figlio di una ninfa e di un satiro, punito per aver corteggiato una sacerdotessa, venne trasformato in orchidea per non essere sbranato da feroci belve. Il filosofo e botanico greco Teofrasto (371-287 a.C.) ne parlò per la prima volta nella sua opera di botanica De Historia Plantarum e il medico farmacista greco Dioscoride (40-90 circa) nel trattato De Materia Medica spiegava come potersi cibare dell’Orchidea per procreare un figlio maschio o femmina. Nel tempo, questo fiore divenne segno di classe e di raffinatezza, di distinzione e di lusso, di prestigio e di potere. Amata da pittori e scrittori, nell’arte, nella letteratura e anche nel cinema, l’orchidea è stata elevata a simbolo di sensualità, di bellezza e di passione.

3 Si tratta di tre antiche chiese rupestri del XVI e XVII sec., S. Ippolito Martire, S. Maria Maggiore e S. Maria Maddalena che si trovavano lungo uno dei percorsi che i viandanti percorrevano per raggiungere il Monte.